Chi è quel tipo scontroso dall’aria trascurata che vive da solo nelle stalle ristrutturate di
Villa Guelfi, una dimora disabitata e in rovina? Passa le giornate a non far nulla, fumando il
mezzo-toscano ed evitando il contatto con tutti. E quando si accorge che nella villa si è
stabilita abusivamente una comunità di ragazze e ragazzi per curare quella campagna
abbandonata, si innervosisce e vorrebbe cacciarli. Sono studenti, neolaureati, e tra loro c’è
Matilde, che da bambina lavorava la vigna con il nonno Conte Guelfo Guelfi. Anche loro
sono incuriositi da quel misantropo dal passato misterioso: perché sta lì da solo? Mentre
avanzano le stagioni, arriva la primavera, poi l’estate e maturano i grappoli, il conflitto con
quella comunità di ragazze e ragazzi si trasforma in convivenza. E Adriano si troverà ad
accudire nel suo modo brusco la contessina Matilde, che è incinta di uno di quei ragazzi
Roma, 1980. La scrittrice Goliarda Sapienza finisce in carcere per aver rubato dei gioielli,
ma l'incontro con alcune giovani detenute si rivela per lei un’esperienza di rinascita. Uscite
di prigione, in una calda estate romana, le donne continuano a frequentarsi e Goliarda
stringe un legame profondo con Roberta, delinquente abituale e attivista politica. Un
rapporto che nessuno, fuori, può riuscire a comprendere ma grazie al quale Goliarda
ritrova la gioia di vivere e la spinta a scrivere.
Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti
esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia,
Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli
ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali.
Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso
dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo
grande Presidente della Repubblica Italiana.
Autunno 1943. La giovane Rosa, in fuga da Berlino colpita dai bombardamenti, raggiunge un piccolo paese isolato vicino al confine orientale dove vivono i suoceri e dove il marito, impegnato al fronte, le ha scritto di rifugiarsi in attesa del suo ritorno. Rosa scopre subito che il villaggio, apparentemente tranquillo, nasconde un segreto: all’interno della foresta con cui confina, Hitler ha il suo quartier generale, la Tana del Lupo. Una mattina viene prelevata, assieme ad altre giovani donne del villaggio, per assaggiare i cibi cucinati per lui. Divise tra la paura di morire e la fame, le assaggiatrici stringeranno tra loro alleanze, amicizie e patti segreti. Rosa, la berlinese, fatica a farsi accettare. Ma quando finalmente vince la diffidenza verso di lei, accade qualcosa che la farà sentire in colpa. Un ufficiale delle SS, contro ogni razionalità e a dispetto di sé stessa, risveglia in lei l’amore. O forse il semplice bisogno di sentirsi viva, nonostante tutto.
Carlobianchi e Doriano, due spiantati cinquantenni, hanno un’ossessione: andare a bere
l’ultimo bicchiere. Una notte, vagando in macchina da un bar all’altro, si imbattono per
caso in Giulio, un timido studente di architettura: l’incontro con questi due improbabili
mentori trasformerà profondamente Giulio nel suo modo di vedere il mondo e l’amore, e di
immaginare il futuro. Un road movie nella pianura veneta che viaggia alla velocità con cui
si smaltisce una sbronza.
Il film racconta la storia straordinaria di Bobò, sordomuto, analfabeta e microcefalo, che ha trascorso 46 anni nel manicomio di Aversa fino all’incontro con il regista Pippo Delbono. Colpito dalla sua presenza, Delbono lo accoglie nella propria compagnia teatrale e nel suo cinema, trasformando un legame umano in un percorso artistico che cambierà entrambi. Da uomo invisibile, Bobò diventa interprete sorprendente, capace di comunicare con una forza poetica unica. Attraverso materiali d’archivio e nuove riprese, il documentario restituisce il ritratto intenso di un artista inconsapevole che, liberato dal silenzio, ha lasciato un’impronta indelebile.
Mangiatore di vita, Ferdinando Scianna è oggi un signore di oltre ottant’anni pieno di storie incredibili. Entrare nella sua vita vuol dire ripercorrere un’esistenza di incontri con alcuni giganti della cultura del Novecento, intessuta di domande sul senso del fotografare, sul significato che può ancora avere produrre delle immagini. Scianna rivendica la specificità della fotografia, affrancandola dall’essere una forma d’arte. È un’altra cosa. Le attribuisce la funzione insostituibile di sonda del reale, in un’epoca in cui le immagini sembrano nascondere più che rivelare, e la realtà pare sul punto di sparire. Lo vedremo in azione durante un viaggio a Bagheria, mentre va a ritrovare vecchi amici che ha fotografato in gioventù e vuole ri-fotografare. Lo vedremo cercare tracce di Sciascia. Lo vedremo a Milano, mentre srotola il filo della sua vita per raccontarcela, cercando di restituire quel quid che rende la fotografia un’avventura meravigliosa e un destino.
1956, Roberto Rossellini ha 50 anni, sta attraversando una profonda crisi. I grandi successi del Neorealismo come Roma Città Aperta sono ormai un ricordo lontano. I guai con i critici, i produttori e la seconda moglie, la star di Hollywood Ingrid Bergman, lo hanno messo con le spalle al muro. Nel pieno della crisi, Rossellini incontra il Primo Ministro indiano Nehru, gli propone di documentare i progressi della sua giovane nazione indipendente. Eccitato dall’idea ma preoccupato da ciò che lo aspetta, Roberto Rossellini fa testamento, mette nel bagaglio 100 chili di spaghetti e l’8 dicembre si imbarca per Bombay. Torna dopo un anno, con un nuovo film, una nuova compagna, un nuovo figlio, inseguito da un nuovo scandalo internazionale. Inizia così la sua nuova appassionante, controversa, stagione. Ossessionato dalla conoscenza e affascinato dalla neonata televisione, che i suoi colleghi snobbano. Una nuova rivoluzione attende il mondo del cinema, e non solo...
Tra il Golfo e il Vesuvio, la terra talvolta trema, le fumarole dei Campi Flegrei segnano l’aria. Sulle tracce della Storia, delle memorie del sottosuolo, in bianco e nero, una Napoli meno conosciuta si popola di vite. Sotto le nuvole c’è un territorio attraversato da abitanti, devoti, turisti, archeologi che scavano il passato, da coloro che, nei musei, cercano di dare ancora vita e senso a statue, frammenti, rovine. La circumvesuviana attraversa il paesaggio, cavalli da trotto si allenano sulla battigia. Un maestro di strada dedica il suo tempo al doposcuola per bambini e adolescenti, i vigili del fuoco vincono le piccole e grandi paure degli abitanti, le forze dell’ordine inseguono i tombaroli. Una nave siriana, nel porto di Torre Annunziata scarica il grano ucraino. La terra intorno al Golfo è un’immensa macchina del tempo.
Quando Anna aveva 14 anni, suo padre Toni, professore di Scienze Politiche a Padova e figura centrale del movimento degli anni ’70, venne arrestato con l’accusa di essere il capo occulto del terrorismo italiano, accusa da cui fu poi prosciolto. Dopo quattro anni di carcere e quindici di esilio, Toni divenne un pensatore di fama mondiale, ma per Anna quell’esperienza lasciò un segno profondo. Il film parte come il racconto di una figlia sul padre e sulla loro relazione, e diventa una riflessione sui traumi di due generazioni. A Venezia, città natale di Anna e luogo d’infanzia, i due si ritrovano davanti alla camera. Toni sa che è l’ultima volta che vede la città; morirà sei mesi dopo. Anna, che non ha più vissuto con lui dall’arresto, lo accompagna cercando di recuperare il tempo perduto. Nel loro viaggio, fatto di pochi gesti e parole essenziali, si sciolgono finalmente i nodi e i significati di due vite complesse.
Audely, 39 anni, è un taglialegna nella giungla guatemalteca. A casa sua figlia Carol, 11 anni, sogna di entrare in quella stessa foresta. Quando lo scopre Audely riflette, poi decide di andare sulla luna…
Una giovane donna , Diana esce da una clinica di disturbi alimentari per trovarsi nei sobborghi di Varsavia in cerca di se stessa .
EveryDay in Gaza offre un ritratto intimo della vita nella Striscia di Gaza attraverso le sfide quotidiane della famiglia Farra e di Wafa, una donna che si prende cura di bambini vulnerabili. Senza narrazione, il film cattura dignità e resilienza di fronte a sfide impossibili
In un giorno di festa, l'atmosfera serena di una famiglia marocchina viene improvvisamente spezzata da un evento scioccante: Hassan molesta, di nascosto, la cugina di soli dodici anni. Questo episodio, una volta venuto a galla, mette gli adulti di fronte un compito difficile: preservare la famiglia o affrontare la scomoda situazione. Uscirne senza conseguenze non sembra essere una cosa possibile.
In un pomeriggio d’estate Claudio chiede a suo figlio Mattia un passaggio in motorino, direzione “casa di un amico”. Ma quando Mattia scoprirà la vera destinazione di suo padre farà di tutto per cercare di sotterrare l’ascia di guerra che da anni rovina il loro rapporto.
Rio de Janeiro, 1971: il Brasile vive nella morsa della dittatura militare. La famiglia Paiva vive nell’unico modo possibile per resistere al clima di oppressione che aleggia sul paese: con allegria e affetto, condividendo la quotidianità con amici e parenti. Un giorno, i Paiva si ritrovano vittime di un’azione violenta e arbitraria da parte del governo: Eunice (Fernanda Torres) resta d’improvviso senza suo marito Rubens (Selton Mello), sola e con cinque figli, costretta a reinventarsi per proteggere i suoi cari e disegnare un futuro diverso da quello che la società le prospetta. Tratto dalla vera storia di Marcelo Rubens Paiva e dal suo romanzo Sono ancora qui, il film racconta una parte di storia del Brasile tuttora nascosta e la toccante storia di una donna che non si è mai arresa.
29 gennaio 2024. I volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata d’emergenza: una bambina di sei anni, intrappolata in un’auto sotto il fuoco di una sparatoria a Gaza, implora di essere soccorsa. In costante contatto con lei, aggrappati alla sua voce disperata, faranno tutto il possibile per salvarla. Dalla celebrata regista Kaouther Ben Hania, un film potente e ineludibile, vincitore del Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e tratto da una sconcertante storia vera. I protagonisti in scena sono tutti interpretati da attori professionisti. Ma la voce che sentiamo al di là del telefono è la registrazione originale della voce di quella bambina. Il suo nome era Hind Rajab.
In fuga dall'Europa del dopoguerra, il visionario architetto László Toth arriva in America per ricostruire la sua vita, il suo lavoro e il suo matrimonio con la moglie Erzsébet, dopo essere stato costretto a separarsi durante la guerra da confini e regimi mutevoli. Da solo in uno strano nuovo paese, László si stabilisce in Pennsylvania, dove il ricco e famoso industriale Harrison Lee Van Buren riconosce il suo talento per l'edilizia. Ma potere ed eredità hanno un prezzo elevato...
Un semplice incidente diventa la scintilla di una catena di conseguenze sempre più travolgenti.
Da Warner Bros. Pictures arriva “Una battaglia dopo l’altra”, scritto, diretto e prodotto da Paul Thomas Anderson e con protagonisti i Premi Oscar® e BAFTA Leonardo DiCaprio, Sean Penn e Benicio Del Toro, insieme a Regina Hall, Teyana Taylor e Chase Infiniti. Il rivoluzionario in declino Bob (DiCaprio) vive in uno stato di paranoia confusa, sopravvivendo ai margini della società insieme alla sua vivace e indipendente figlia Willa (Infiniti). Quando, dopo sedici anni, il suo acerrimo nemico (Penn) riappare e Willa scompare, l’ex militante radicale si lancia in una disperata ricerca. Padre e figlia dovranno affrontare insieme le conseguenze del suo passato.
Un litigio per un semplice equivoco si trasforma in un pestaggio di una violenza inaudita ai
danni di Willy Monteiro Duarte, un ragazzo di 21 anni che, in 40 secondi, viene ucciso.
Ispirato a una storia vera, il film ripercorre le 24 ore che precedono il tragico evento, in cui
si intrecciano incontri casuali, rivalità e tensioni latenti: un viaggio attraverso la banalità
del male che indaga la natura umana e i suoi condizionamenti.
Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti
esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia,
Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli
ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali.
Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso
dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo
grande Presidente della Repubblica Italiana.
Autunno 1943. La giovane Rosa, in fuga da Berlino colpita dai bombardamenti, raggiunge un piccolo paese isolato vicino al confine orientale dove vivono i suoceri e dove il marito, impegnato al fronte, le ha scritto di rifugiarsi in attesa del suo ritorno. Rosa scopre subito che il villaggio, apparentemente tranquillo, nasconde un segreto: all’interno della foresta con cui confina, Hitler ha il suo quartier generale, la Tana del Lupo. Una mattina viene prelevata, assieme ad altre giovani donne del villaggio, per assaggiare i cibi cucinati per lui. Divise tra la paura di morire e la fame, le assaggiatrici stringeranno tra loro alleanze, amicizie e patti segreti. Rosa, la berlinese, fatica a farsi accettare. Ma quando finalmente vince la diffidenza verso di lei, accade qualcosa che la farà sentire in colpa. Un ufficiale delle SS, contro ogni razionalità e a dispetto di sé stessa, risveglia in lei l’amore. O forse il semplice bisogno di sentirsi viva, nonostante tutto.
Carlobianchi e Doriano, due spiantati cinquantenni, hanno un’ossessione: andare a bere
l’ultimo bicchiere. Una notte, vagando in macchina da un bar all’altro, si imbattono per
caso in Giulio, un timido studente di architettura: l’incontro con questi due improbabili
mentori trasformerà profondamente Giulio nel suo modo di vedere il mondo e l’amore, e di
immaginare il futuro. Un road movie nella pianura veneta che viaggia alla velocità con cui
si smaltisce una sbronza.
Nel 2021 un bambino di 11 anni di nome Mattia Piccoli viene nominato Alfiere della
Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella per “l’amore e la cura con cui segue
quotidianamente la malattia del padre”.
Questo film racconta la sua storia e quella del papà Paolo che, poco più che quarantenne,
lentamente comincia a perdere pezzi della sua memoria. Ma proprio mentre il mondo inizia
a sfumare, lui sceglie di restare vicino a ciò che conta davvero, forte anche dell’amore della
moglie Michela. Insieme al figlio intraprende un percorso fatto di quotidianità condivisa,
risate improvvise e silenzi che parlano.
Una storia che celebra la potenza dell’amore oltre il tempo e la memoria.